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Perché connettere digitalmente l'intera Repubblica Dominicana potrebbe richiedere fino a 20 anni? -c83ef4fa Instituto Tecnológico de Santo Domingo - Perché la digitalizzazione dell'intera Repubblica Dominicana potrebbe richiedere fino a 20 anni?

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Fecha de publicación:

18 Maggio 2026

Perché la digitalizzazione dell'intera Repubblica Dominicana potrebbe richiedere fino a 20 anni?


Uno studio di INTEC evidenzia l'entità della disuguaglianza digitale nel Paese: mentre il Distretto Nazionale è all'avanguardia in termini di connettività, le province di confine come Independencia subiscono un vero e proprio "blackout" di opportunità.

SANTO DOMINGO – Nell'era dell'intelligenza artificiale e del lavoro a distanza, l'accesso a Internet non è un lusso, ma un diritto abilitante per la salute, l'istruzione e l'occupazione. Un recente studio intitolato Disuguaglianze nell'accesso a Internet fisso: un'analisi territoriale per la Repubblica DominicanaLo studio rivela che la connettività nel Paese non è solo scarsa in termini assoluti, ma anche frammentata. Secondo l'analisi, nell'87.5% del territorio nazionale, solo circa 5 o 6 famiglie su 10 dispongono di una connessione internet fissa.

La ricerca condotta dal professor Wilson Ramírez del Dipartimento di Ingegneria Instituto Tecnológico de Santo Domingo (INTEC) quantifica questa realtà.

Se l'attuale tasso di crescita venisse mantenuto, la maggior parte delle province dominicane impiegherebbe tra gli 11 e i 20 anni per raggiungere la piena connettività (un servizio per famiglia).

La mappa della disuguaglianza

Lo studio individua un divario tra i "poli di connettività" e le aree arretrate. Il Distretto Nazionale si distingue come leader indiscusso con un tasso di penetrazione del 26%, seguito da La Altagracia con il 15%. All'estremo opposto, la provincia di Independencia riflette l'aspetto più grave del divario digitale con una connettività di appena l'1.60%. Ciò significa che, in questa provincia di confine, per ogni 100 persone, meno di due hanno accesso a una connessione internet a casa.

Questa differenza di 24.66 punti percentuali tra l'area più connessa e quella meno favorita dimostra che il luogo di nascita di un dominicano determina drasticamente il suo accesso agli strumenti del XXI secolo.

L'"Indice Ana-Mari"

Uno dei contributi più significativi del professor Ramírez è la creazione dell'indice Ana-Mari. A differenza dei parametri tradizionali che misurano solo chi ha accesso a Internet e chi no, questo nuovo indice identifica le "aree fragili con potenziale".

"Non tutte le aree con scarsa connettività sono uguali", suggerisce il quadro metodologico dello studio. L'indice Ana-Mari permette di identificare i territori che, pur essendo attualmente in ritardo, presentano una popolazione in crescita che richiede connettività. Lo studio evidenzia che queste aree necessitano di un aumento del 21.8% dell'accesso pro capite per raggiungere livelli minimi di equità.

"La connettività universale non è immediata", avverte il documento. L'analisi spaziale conferma inoltre che le province con bassa penetrazione tendono a raggrupparsi geograficamente, creando gruppi esclusi che richiedono piani nazionali graduali e sussidi mirati.

Cosa serve per accelerare il passo?

Lo studio del professor Ramírez non solo diagnostica il problema, ma propone anche una tabella di marcia adattata alle specifiche circostanze di ciascuna regione. Per i centri consolidati come il Distretto Nazionale e La Romana, l'attenzione dovrebbe concentrarsi sull'ottimizzazione delle infrastrutture esistenti e sull'accelerazione della diffusione di tecnologie all'avanguardia come il 5G. In queste aree, dove il mercato è più maturo, la priorità è la qualità e la velocità della rete.

D'altro canto, nei territori emergenti come Elías Piña e Pedernales, la strategia richiede la riduzione delle barriere normative per incoraggiare l'ingresso di nuovi operatori in grado di competere per una domanda esistente ma insoddisfatta. Infine, per le aree più gravemente carenti di servizi, la ricerca suggerisce che l'unica soluzione praticabile sia l'intervento diretto del governo. Ciò implica la creazione di incentivi fiscali consistenti e sussidi dal lato della domanda per consentire l'estensione del servizio in aree irraggiungibili per il solo mercato.

Lo studio conclude che, se la Repubblica Dominicana aspira a una vera inclusione sociale, gli investimenti nelle infrastrutture tecnologiche, così come le politiche pubbliche incentrate sulla connettività, in particolare nelle aree digitalmente svantaggiate come la regione di confine del Paese, devono essere una priorità assoluta, al pari della costruzione di strade. Senza un'azione decisa, il futuro digitale di milioni di dominicani continuerà a progredire a passo di lumaca.