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Perché il ritorno a scuola paralizza la città ogni anno?
Victor Gonzalez, esperto di mobilità presso INTEC, analizza come i viaggi "compulsivi" e il fenomeno dei "taxi per genitori" intasino le nostre strade e propone soluzioni che vanno oltre l'allargamento delle carreggiate.
SANTO DOMINGO – Ogni agosto, accade sempre la stessa cosa. Le strade della Grande Santo Domingo si congestionano fin dalle prime ore del mattino, i tempi di percorrenza si allungano e i social media vengono inondati di lamentele per gli ingorghi. La spiegazione è solitamente immediata: è iniziato l'anno scolastico.
Tuttavia, questa conclusione tralascia una questione più importante. Il calendario scolastico è noto con mesi di anticipo. Se la città collassa ogni volta che migliaia di studenti tornano in classe, il problema è l'inizio dell'anno scolastico o un sistema di trasporti incapace di reagire a un evento del tutto prevedibile?
Secondo il professor Víctor González, esperto di mobilità presso Instituto Tecnológico de Santo Domingo (INTEC), il ritorno in classe non crea congestione del traffico; lo mette alla prova.
“L’inizio dell’anno scolastico aumenta la domanda di spostamenti, concentrata in un unico periodo. È un fenomeno prevedibile che mette in luce i limiti del sistema di trasporto e delle infrastrutture stradali”, ha spiegato.
Una domanda che si concentra in poche ore
Durante l'ora di punta mattutina, circa il 70% del traffico si dirige verso i principali centri urbani. Il ritorno a scuola intensifica ulteriormente questa congestione, poiché migliaia di famiglie effettuano contemporaneamente spostamenti per accompagnare i figli a scuola prima di recarsi al lavoro.
Il fenomeno noto come "taxi papà e mamma" rappresenta circa il 35% del volume di traffico nelle ore di punta del mattino, secondo i dati condivisi dagli specialisti. Inoltre, l'87.18% degli spostamenti effettuati in quel periodo ha origine da casa ed è principalmente diretto al luogo di lavoro o alla scuola.
Nell'area metropolitana di Santo Domingo, il Sistema Nazionale di Trasporto Scolastico (TRAE) gestisce 70 linee che coprono 817.40 chilometri e dispone di 248 autobus per il trasporto degli studenti dalle scuole pubbliche. Tuttavia, secondo il professor Víctor González, la maggiore opportunità di impatto risiede nel settore privato.
Ha spiegato che gli studenti delle scuole pubbliche, nella maggior parte dei casi, non vengono accompagnati a scuola quotidianamente dai genitori, mentre questa pratica è molto più comune tra le famiglie con figli che frequentano scuole private. "Un sistema di questo tipo per le scuole private avrebbe un effetto molto più significativo sulla riduzione della congestione", ha affermato. A tal proposito, ha ipotizzato che l'implementazione di un modello di trasporto scolastico condiviso per le scuole situate in centro città potrebbe contribuire a ridurre il numero di veicoli che entrano contemporaneamente in quella zona durante le ore di punta.
Secondo González, questi dati dimostrano che il problema non è la presenza di un maggior numero di studenti per strada, bensì il fatto che il modello di mobilità dipenda fortemente dai veicoli privati per gestire spostamenti che avvengono praticamente in contemporanea.
Il tasso di occupazione medio dei mezzi di trasporto privati nella Grande Santo Domingo è di 1.2 persone per veicolo, mentre le auto private rappresentano il 42% della domanda totale di trasporto.
"Quando la maggior parte delle persone utilizza un veicolo per trasportare una o due persone e tutti devono viaggiare contemporaneamente, il sistema raggiunge rapidamente i suoi limiti", sottolinea.
Misure che possono essere applicate d'ora in poi
Sebbene la trasformazione del sistema richieda investimenti e pianificazione a lungo termine, lo specialista ritiene che esistano misure in grado di ridurre la pressione all'inizio dell'anno scolastico.
Tra queste misure figurano la scaglionatura degli orari di ingresso nei centri e negli istituti scolastici, la promozione del carpooling tra famiglie e comunità e il rafforzamento di sistemi di trasporto scolastico collettivo sicuri ed efficienti.
Queste misure consentirebbero una migliore distribuzione della domanda di trasporto e ridurrebbero il numero di veicoli in circolazione simultaneamente durante le ore di punta.
Per González, allargare le strade o costruire più corsie non risolverà di per sé un problema legato alla mobilità della popolazione.
L'esperto suggerisce che la soluzione risieda nel rafforzamento del trasporto pubblico di massa, nella formalizzazione del sistema di trasporto pubblico, nel rinnovo del parco veicoli e nello sviluppo di politiche che riducano la dipendenza dalle auto private.
Ogni inizio d'anno scolastico rappresenta un banco di prova per la mobilità nella Grande Santo Domingo. Piuttosto che attribuire la colpa della congestione agli studenti, il ritorno in classe rivela la necessità di costruire un sistema in grado di rispondere a un fenomeno che si ripete ogni anno e la cui tempistica non è mai una sorpresa.