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Fecha de publicación:
16 Luglio 2026
Gli specialisti di INTEC mettono in guardia contro il "greenwashing" nei prodotti in plastica
Una guida tecnica preparata dai ricercatori dell'INTEC spiega che i termini "a base biologica", "biodegradabile" e "compostabile" non sono equivalenti e avverte che l'uso scorretto di queste etichette può trarre in inganno consumatori, aziende e autorità ambientali.
SANTO DOMINGO – Specialisti di Instituto Tecnológico de Santo Domingo L'INTEC (Istituto Nazionale per la Conservazione della Scienza e della Tecnologia) ha avvertito che numerosi prodotti in plastica commercializzati come "ecologici" o "rispettosi dell'ambiente" possono creare una percezione errata nei consumatori quando utilizzano termini come "a base biologica", "biodegradabile" o "compostabile" senza soddisfare i criteri tecnici che distinguono ciascuna di queste categorie.
La Guida tecnica regionale per l'identificazione di plastiche di origine biologica, bioplastiche e materiali compostabili Il documento sottolinea che una delle principali cause di disinformazione sul mercato è la convinzione errata che tutte le plastiche di origine biologica siano biodegradabili o compostabili. Tuttavia, l'origine della materia prima e la capacità di degradazione sono caratteristiche distinte che devono essere valutate separatamente.
Il documento è stato redatto dal Centro di Gestione Ambientale (CEGA) dell'INTEC, composto dagli esperti Carmen Hernández Toirac, Diana Corrales Rosero, Pamela Tejada Tejada e Yaset Rodríguez Rodríguez, come strumento tecnico per promuovere il corretto utilizzo della terminologia relativa alle plastiche di origine biologica, biodegradabili e compostabili.
Per contribuire a ridurre questa confusione, i ricercatori universitari hanno sviluppato una guida tecnica regionale nell'ambito di un progetto con la Commissione Centroamericana per l'Ambiente e lo Sviluppo e SICA-Azul, finanziato dal governo di Taiwan, che propone definizioni standardizzate e criteri scientifici per la corretta identificazione di questi materiali.
I ricercatori spiegano che una plastica di origine biologica è una plastica prodotta interamente o parzialmente da risorse rinnovabili, come piante o biomassa, ma ciò non significa che si decomponga naturalmente. Allo stesso modo, esistono materiali derivati da risorse fossili che possono essere biodegradabili se soddisfano determinate proprietà chimiche e vengono valutati secondo gli standard internazionali.
La guida chiarisce inoltre che un materiale biodegradabile non è necessariamente compostabile. Mentre la biodegradabilità si riferisce alla capacità di un materiale di essere scomposto dai microrganismi in condizioni specifiche, la compostabilità richiede condizioni aggiuntive, come la completa disintegrazione durante il processo di compostaggio, l'assenza di residui visibili o tossici e il rispetto degli standard tecnici internazionali che ne certificano le prestazioni ambientali.
Tra le sue raccomandazioni, il documento mette in guardia dal rischio del cosiddetto greenwashing, una pratica per cui alcuni prodotti utilizzano messaggi o etichette ambientali che possono trarre in inganno sui loro benefici ecologici.
A tale proposito, la guida raccomanda che un prodotto con una percentuale ridotta di contenuto di origine biologica non venga pubblicizzato come "ecocompatibile" a meno che non dimostri, attraverso metodi riconosciuti, di essere anche biodegradabile o compostabile.
Si propone inoltre che le affermazioni relative al contenuto di origine biologica siano supportate da metodi di valutazione e siano riportate in modo trasparente nell'etichettatura e nelle informazioni tecniche dei prodotti.
A tal fine, il documento riunisce gli standard internazionali che consentono la verifica scientifica delle proprietà dei materiali, compresi i test per determinarne la biodegradabilità in diverse condizioni ambientali e i test per certificarne la compostabilità a livello industriale e domestico.
"Uno dei maggiori contributi di questa guida è quello di fare chiarezza su un argomento su cui c'è ancora molta confusione. Avendo uno standard comune, consumatori, aziende e autorità possono comprendere appieno questi materiali, riducendo la disinformazione e contrastando le pratiche di greenwashing. Il nostro obiettivo è che le decisioni sulle bioplastiche si basino su prove scientifiche e non su affermazioni commerciali", ha dichiarato Pamela Tejada, responsabile del Laboratorio di Reattori e Bioreattori e specialista in Biotecnologie presso l'Unità di Innovazione per Bioplastiche e Biomateriali.
Questi strumenti sviluppati da INTEC mirano a facilitare a produttori, laboratori, autorità di regolamentazione e consumatori l'identificazione più accurata del comportamento ambientale dei diversi tipi di plastica.
Gli esperti ritengono che l'uso corretto di questa terminologia contribuirà a rafforzare la trasparenza del mercato, a ridurre le informazioni ambientali fuorvianti e a promuovere decisioni di consumo più consapevoli, facilitando al contempo lo sviluppo di politiche e regolamenti pubblici basati su evidenze scientifiche per favorire un'economia più sostenibile.
Informazioni su CEGA e sull'Unità di innovazione per le bioplastiche e i biomateriali
Il Centro per la Gestione Ambientale (CEGA) è un centro di consulenza e servizi annesso all'Area di Scienze di Base e Ambientali dell'INTEC; creato per contribuire allo sviluppo sostenibile del Paese e della regione caraibica attraverso l'individuazione e la formulazione di strategie complete per la formazione, la ricerca, l'erogazione di servizi e la consulenza ai diversi settori produttivi e sociali, contribuendo al miglioramento della qualità ambientale e della vita dei dominicani.
L'Unità di Innovazione per Bioplastiche e Biomateriali è il risultato del progetto "Circular Caribbean", che mira a promuovere la transizione verso un'economia circolare incentivando soluzioni tecnologiche sostenibili per ridurre e integrare le plastiche convenzionali. L'unità è dotata di tecnologie avanzate, come il BPC Blue Premium Light, che misura la biodegradabilità dei materiali di interesse in condizioni aerobiche e anaerobiche per determinarne la compatibilità ambientale e il potenziale come sostituti delle plastiche convenzionali.
Tra i suoi servizi sono disponibili studi di ecotossicologia, biodegradabilità e compostabilità, sviluppo di prototipi e analisi di sostenibilità. Inoltre, l'unità dispone di corsi specialistici e programmi post-laurea su biomateriali e bioplastiche al servizio dell'industria e del grande pubblico, rispondendo all'obiettivo di supportare le aziende nell'innovazione di prodotti sostenibili.
Attraverso questa unità, anche gli studenti dell'Area dell'Ingegneria e dei Corsi di Laurea in Biotecnologie e Biochimica sono stati inseriti in progetti di ricerca, fornendo loro una piattaforma per applicare le loro conoscenze in scenari del mondo reale.